Partnership per creator
Pubblicità influencer e AGCOM 2026: checklist ADV prima di pubblicare
Una checklist operativa per creator 10K–500K su ADV, gifting, inviti, affiliate, caption, reel, stories e documentazione del brand deal.
Un reel può sembrare spontaneo e avere comunque natura pubblicitaria. Non serve che il brand abbia pagato una grande cifra: possono contare anche un prodotto ricevuto, una notte in hotel, un invito, un servizio, un link affiliato o un codice sconto. La domanda utile, prima di pubblicare, non è quindi “quanto ho guadagnato?”, ma “esiste un vantaggio collegato alla visibilità che sto dando?”.
Questa guida traduce le FAQ operative AGCOM, pubblicate il 16 marzo 2026, in una checklist pratica per creator con community tra 10.000 e 500.000 follower. È materiale informativo, non consulenza legale. Le regole possono cambiare e i casi concreti vanno valutati nel loro contesto: prima di una campagna sensibile, controlla sempre la versione aggiornata delle fonti ufficiali e chiedi assistenza professionale se hai dubbi.
La soglia dei 500.000 follower non è un “liberi tutti”
AGCOM definisce “influencer rilevante” chi raggiunge almeno 500.000 follower oppure un milione di visualizzazioni medie mensili su almeno una piattaforma. Per le visualizzazioni si considera la media dei sei mesi precedenti; per i follower, il valore registrato trenta giorni prima della comunicazione. Il superamento su una sola piattaforma estende il quadro previsto per gli influencer rilevanti anche agli altri account utilizzati.
Queste soglie servono, tra le altre cose, a individuare chi deve iscriversi all’Elenco AGCOM e rispettare gli adempimenti specifici delle Linee guida e del Codice di condotta. Non significano però che sotto i 500.000 follower la pubblicità possa essere nascosta. Le FAQ invitano espressamente anche i creator sotto soglia a rispettare trasparenza pubblicitaria, correttezza delle comunicazioni commerciali, tutela dei minori e diritti fondamentali. Restano inoltre applicabili i divieti previsti in Italia e le regole per i contenuti rivolti al pubblico italiano.
In pratica: la dimensione della community cambia alcuni adempimenti, non la necessità di far capire subito quando un contenuto è promozionale.
Primo controllo: esiste un pagamento o un beneficio?
Prima di scegliere una dicitura, ricostruisci il rapporto reale con il brand. Segna “sì” se almeno una di queste condizioni è presente:
- hai ricevuto un compenso in denaro;
- il prodotto o servizio è stato regalato o prestato in cambio di visibilità;
- hai ricevuto ospitalità, viaggio, pasto, ingresso o accesso a un evento;
- guadagni tramite link affiliato, codice sconto o commissione;
- esiste un accordo, anche informale, su contenuto, tempi, messaggi o pubblicazione;
- il vantaggio è destinato a te o a un terzo in cambio della visibilità data al marchio.
Le FAQ AGCOM chiariscono che non esiste una soglia minima di compenso o di valore dell’omaggio. Un tag al brand, un link o un codice sconto non sono da soli una disclosure: aiutano l’acquisto o identificano il marchio, ma non dicono in modo inequivocabile che l’utente sta guardando pubblicità.
Se non sei sicuro che un vantaggio sia collegato al contenuto, non risolvere il dubbio nascondendolo. Ricostruisci per iscritto cosa hai ricevuto, da chi e a quali condizioni; poi scegli la formula più chiara e cautelativa.
Secondo controllo: quale rapporto descrive davvero il contenuto?
Committenza o accordo promozionale
Quando il contenuto nasce da un rapporto di committenza, le formule indicate come immediatamente riconoscibili comprendono “Pubblicità”, “Advertising”, “ADV” e “ADV + nome del brand”, oltre a formule equivalenti non ambigue. Secondo le FAQ, “in collaborazione con” o “in partnership with” non sono sufficienti per un rapporto di committenza: descrivono una relazione, ma non dichiarano chiaramente la natura pubblicitaria.
Prodotto ricevuto senza accordo di pubblicazione
Per un prodotto inviato senza committenza, le FAQ indicano formule come “gifted by” o “prodotto inviato da”, accompagnate dal nome del soggetto. Esiste un’eccezione molto circoscritta, quando il prodotto non è il focus, non è riconoscibile, non esiste una collaborazione in corso o precedente sul prodotto e non viene concesso al brand il riutilizzo del contenuto. Se anche uno di questi elementi manca, la scelta prudente è rendere visibile l’origine del prodotto.
Invito, evento o ospitalità
Se esiste un contratto o un rapporto promozionale, anche se l’evento non compare espressamente nel contratto, le FAQ rimandano a “Pubblicità/ADV” con indicazione del brand. Se invece ricevi soltanto un invito o un servizio senza contratto promozionale, la formula suggerita è “invitato da” o “invited by”, indicando chi ha offerto l’esperienza.
Un contenuto pubblicato giorni dopo non diventa automaticamente neutro. Se recap, intervista o follow-up rendono ancora riconoscibili il brand, l’evento, il luogo offerto, i loghi o una call to action, la disclosure continua a essere rilevante.
Affiliate link e codici sconto
Un’affiliazione o un codice che genera un vantaggio economico rientra tra gli indizi espliciti di contenuto promozionale. Non limitarti a mostrare il codice: segnala la natura commerciale con una formula chiara, visibile prima che l’utente debba cliccare o espandere il testo.
Terzo controllo: la disclosure è nel posto giusto?
Una dicitura corretta ma nascosta non completa il lavoro. La regola pratica è che la persona deve riconoscere la pubblicità subito, senza aprire la caption, ascoltare fino alla fine o interpretare una lista di hashtag.
Post e caroselli
Metti la dicitura all’inizio della caption e comunque prima di “altro/more”. Se usi hashtag, la disclosure deve apparire tra i primi elementi; AGCOM indica entro i primi tre hashtag. Evita di seppellirla in fondo a una sequenza di tag.
Reel, TikTok e video YouTube
Inserisci la dicitura sia in sovrimpressione nelle prime scene sia nella descrizione o caption. Deve avere dimensioni, contrasto e durata sufficienti per essere letta su uno schermo reale. Un’apparizione di pochi fotogrammi, coperta dall’interfaccia o confusa con la grafica non aiuta l’utente.
Stories
Ogni story o clip promozionale deve avere una disclosure leggibile in sovrimpressione. Non basta indicarla nella prima schermata se le successive possono essere viste o condivise separatamente.
Live
Mantieni la natura promozionale visibile in overlay e ripeti la disclosure durante la diretta, soprattutto quando presenti una call to action, un prodotto o un codice.
Repost e contenuti riutilizzati
Se ripubblichi un contenuto legato a un committente, mantieni una disclosure adeguata e indica il brand. La condivisione su un’altra piattaforma non trasforma la campagna in contenuto organico.
Il tool “partnership a pagamento” della piattaforma non basta da solo
I tool nativi di Instagram, TikTok, YouTube o altre piattaforme sono utili e possono essere richiesti dalle rispettive policy. Le FAQ AGCOM precisano però che non sostituiscono la disclosure testuale immediatamente visibile. Il controllo più robusto è quindi doppio: attiva il tool previsto dalla piattaforma e inserisci la dicitura nel contenuto o nella caption secondo il formato.
Questo vale anche quando l’etichetta della piattaforma appare piccola, può cambiare posizione o non è disponibile per quello specifico account. La responsabilità operativa non dovrebbe dipendere da un solo elemento dell’interfaccia.
La checklist da chiudere prima del publish
Prima di consegnare o programmare il contenuto, verifica questi punti:
- Rapporto: abbiamo scritto se si tratta di compenso, gifting, invito, ospitalità, affiliazione o altro beneficio?
- Formula: la dicitura scelta descrive davvero quel rapporto, senza eufemismi?
- Brand: è chiaro quale soggetto ha commissionato o fornito il beneficio?
- Formato: caption, overlay, stories e live rispettano ciascuno il proprio posizionamento?
- Leggibilità: testo, contrasto, permanenza e posizione funzionano anche da mobile?
- Piattaforma: il tool nativo richiesto è attivo, senza usarlo come sostituto della dicitura?
- Brief: deliverable, date, claim, revisioni e call to action sono documentati?
- Diritti: riutilizzo, advertising, durata e territori sono separati dalla semplice pubblicazione?
- Archivio: conserviamo brief approvato, versione finale, caption, accordo e prova della pubblicazione?
- Aggiornamento: abbiamo ricontrollato le fonti AGCOM e IAP alla data di uscita?
Per definire licenza, paid usage ed esclusiva o preparare il preventivo, passa dal centro guide per creator e consulta gli approfondimenti su diritti di utilizzo e rate card. I link puntuali andranno attivati in revisione editoriale soltanto quando le relative guide saranno pubbliche.
Dal media kit al contenuto pubblicato: un workflow professionale
La trasparenza non dovrebbe essere una correzione aggiunta cinque minuti prima del publish. Parte già dal modo in cui il creator si presenta al brand. Un media kit chiaro rende leggibili audience, formati, esempi e modo di lavorare; il brief aggiunge obiettivi e vincoli; la proposta definisce deliverable e diritti; la checklist pre-publish collega tutto alla versione effettivamente pubblicata.
Per un creator che lavora con un manager, mantenere un media kit dedicato evita che dati, formati e casi precedenti siano dispersi tra screenshot, messaggi e PDF non aggiornati. Questa presentazione non sostituisce un contratto o una verifica legale. Ogni dato deve avere un periodo di riferimento e ogni caso studio deve rispettare permessi, riservatezza e risultati realmente documentabili.
Un flusso ordinato può essere letto così:
- prima del brief: media kit aggiornato, formati disponibili e contatto commerciale chiaro;
- prima della produzione: accordo su deliverable, compenso totale, diritti, revisioni, claim e disclosure;
- prima del publish: controllo di dicitura, posizione, leggibilità, tool nativo e approvazioni;
- dopo il publish: archivio del contenuto, delle evidenze e delle condizioni di riutilizzo.
Influeppy supporta i creator nella valutazione e nella gestione operativa delle partnership. Non promette che ogni campagna sia idonea, non sostituisce il parere di un professionista e non garantisce la conformità di un caso specifico. L’obiettivo è rendere più difficile perdere un’informazione importante tra il primo contatto del brand e la pubblicazione.
La decisione finale in trenta secondi
Se hai ricevuto denaro o un beneficio collegato alla visibilità, fermati e identifica il rapporto. Se è una committenza, usa una disclosure pubblicitaria esplicita; se è gifting o ospitalità senza contratto, descrivi chiaramente l’origine del beneficio con la formula pertinente. Mettila subito nel punto in cui il formato viene fruito, usa anche il tool della piattaforma e conserva le evidenze.
Essere sotto i 500.000 follower non rende questa disciplina superflua. Per un creator in crescita, un processo trasparente è anche un segnale professionale: permette al pubblico di capire, al brand di approvare con meno ambiguità e al team di ricostruire perché il contenuto è stato pubblicato in quel modo.
Fonti consultate
- Influencer – Linee guida, Codice di condotta e FAQ · AGCOM
- FAQ – Linee Guida e Codice di Condotta per gli influencer · AGCOM
- Delibera n. 197/25/CONS · AGCOM
- Regolamento Digital Chart · Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria
